La mastite

mastite

La mastite è una malattia infiammatoria della mammella. Il seno è dolente, arrossato e risulta pesante e teso; altri sintomi possono essere la presenza di febbre e leucocitosi ovvero l’aumento dei globuli bianchi nel sangue.  Si distinguono mastiti acute, che spesso sono legate all’allattamento, e mastiti croniche.

Le mastiti acute più frequenti sono legate all’allattamento, le cosiddette mastiti puerperali. I germi penetrano all’interno della mammella attraverso piccole ferite del capezzolo e causano l’infiammazione.
Altre condizioni che favoriscono l’insorgere della mastite sono  la stasi del latte materno all’interno della mammella e la scarsa igiene; bisogna lavare il seno dopo ogni poppata.
Non ci sono pericoli per la salute del neonato, tuttavia spesso è necessario sospendere l’allattamento e rimuovere il latte, manualmente o tramite presidi specifici (il tiralatte).
Possono essere utilizzati degli antiinfiammatori, quali il paracetamolo. Nei casi persistenti, la terapia antibiotica può risolvere la situazione nel giro di pochi giorni.
In rari casi può formarsi un ascesso; è allora necessario rivolgersi ad un chirurgo per programmare un eventuale drenaggio.

La mastite periduttale è una forma cronica di infiammazione della mammella non legata all’allattamento. Si presenta con arrossamento e dolore della regione areolare che può risolversi spontaneamente o evolvere verso la fistolizzazione, cioè l’apertura di un piccolo canale che comunica con la pelle. Si accompagna a retrazione del capezzolo e a secrezione purulenta (materiale giallastro e maleodorante). È strettamente legata al fumo di sigaretta, per cui è vivamente consigliabile smettere di fumare.  La terapia della mastite periduttale è farmacologica (antibiotici, antiinfiammatori) o chirurgica (drenaggio della cavità ascessuale, exeresi dei dotti retro-areolari).

Rare volte il tumore della mammella può presentarsi in forma simile ad una mastite acuta, dalla quale è difficilmente distinguibile; si tratta della mastite carcinomatosa. In questo caso è necessario il tempestivo ricorso ad uno specialista senologo, che prescriverà tutti gli accertamenti necessari alla diagnosi.